La prima ministra lituana Inga Ruginienė si è dimessa col suo gabinetto ieri, 23 giugno 2026, dando il via al terzo cambio di governo lituano in due anni. Il nuovo primo ministro potrebbe essere Mindaugas Sinkevičius, leader dei Socialdemocratici ed ex ministro dell’Economia e dell’Innovazione della Lituania.
Il rimpasto di coalizione è avvenuto a inizio giugno, dopo che il partito di maggioranza, i Socialdemocratici (LSDP), ha votato per escludere dalla coalizione di governo i populisti di Nemunas Dawn. L’LSDP ha poi avviato un dialogo con i democratici di For Lithuania per comporre una maggioranza.
Ruginienė aveva assunto la guida del paese lo scorso agosto, dopo le dimissioni di Gintautas Paluckas, accusato di operazioni finanziarie poco etiche legate a prestiti, fondi Ue e rapporti d’affari che coinvolgevano lui e i suoi familiari. Sinkevičius ha affermato che Ruginienė resterà “un importante membro della squadra” ed è ora previsto che Ruginienė torni a lavorare presso il Ministero della Sicurezza Sociale e del Lavoro. Inoltre, almeno quattro ministri cambieranno nel nuovo governo: i Democratici delegheranno la guida dei Ministeri dell’Agricoltura, dell’Energia e della Salute, mentre i Socialdemocratici assumeranno la direzione del Ministero dell’Ambiente.
La Costituzione lituana prevede che, in caso di dimissioni del governo, il Capo dello Stato debba presentare al Seimas (il parlamento), entro e non oltre 15 giorni, la candidatura di un primo ministro permanente. Nel frattempo, il presidente Gitanas Nausėda potrebbe chiedere al governo uscente di rimanere in carica ad interim fino alla formazione di un nuovo governo.
Se il Seimas darà la sua approvazione, il primo ministro designato avrà fino a due settimane di tempo per presentare un nuovo governo e il relativo programma, coordinato con il presidente, al parlamento per l’approvazione. In base all’accordo di coalizione firmato la scorsa settimana dalla nuova maggioranza di governo, il leader del Partito Socialdemocratico, Mindaugas Sinkevičius, deve essere nominato per tale incarico. Tuttavia, i media lituani riferiscono che “i politici non hanno ancora rivelato i potenziali candidati al ruolo di ministro, adducendo la necessità di armonizzare i loro nomi con quelli del presidente”.
Lituania: difesa e NATO al centro dell’accordo della nuova coalizione di governo
Il nuovo accordo di coalizione, raggiunto il 18 giugno, è improntato sul ruolo della difesa e della sicurezza. Infatti, tra i motivi della caduta della precedente coalizione con Nemunas Dawn, vi era anche il voto negativo del partito in merito alla creazione di nuove basi militari al confine con la Bielorussia. “La Coalizione si impegna a garantire la resilienza della difesa della Lituania, a rafforzare le capacità di difesa collettiva, la sicurezza civile, la resilienza informatica e a gestire responsabilmente le risorse per la difesa” si leggenell’accordo. I partner si sono così impegnati a non destinare meno del 5% del Pil alle spese militari.
Ruolo cruciale è dato anche alla cooperazione con la NATO e alla difesa dell’Ucraina. “Sosterremo pienamente l’Ucraina, auspicando la sua vittoria, la sua ricostruzione e la sua integrazione nell’Unione Europea e nella NATO” si legge.
“Nonostante tutte le difficoltà, abbiamo molto di cui essere orgogliosi e ognuno di voi ha dato un grande contributo al benessere del nostro Stato e al miglioramento della vita delle persone. Pertanto, oggi prendiamo la decisione di dimetterci e di rimettere i mandati del Governo nelle mani del Presidente della Repubblica” ha affermato Ruginienė.
Articolo scritto da Maria Vittoria Braschi.

